Con il Programma LEADER II, conclusosi nel dicembre ’01, sono stati amministrati complessivamente L.6.920.000.000. Il PAL dell’Alto Salento ha avuto come obiettivo la promozione dello sviluppo rurale, puntando sull’integrazione tra agricoltura, ambiente e turismo e sulla decongestione delle aree litoranee a favore dello sviluppo delle aree interne, attraverso la tutela delle risorse naturali e storico-culturali, la valorizzazione delle produzioni agricole tipiche e la promozione del turismo rurale.
Per raggiungere questi obiettivi il GAL “Alto Salento” si è avvalso di una serie di “strumenti” poco in uso nell’intervento pubblico tradizionale, sono le campagne informative, la mobilitazione e sensibilizzazione degli operatori e degli amministratori locali, l’informazione costante sulle attività svolte attraverso la pubblicazione di un bollettino periodico, l’attivazione di percorsi formativi per imprenditori, l’attività di “animazione” sia per informare sulla pubblicazione dei bandi relativi all’erogazione di finanziamento, che per creare sinergie e relazioni tra gli attori sociali.
L’obiettivo di realizzare un Circuito dei tesori rurali dell’Alto Salento, che connetta fisicamente gli interventi e le attività finanziate nell’area, ha richiesto che l’animazione territoriale svolta dal GAL promuovesse e premiasse le possibili interazioni tra i singoli beneficiari, sin dalla fase di emissione dei bandi che hanno regolamentato l’accesso alle agevolazioni finanziarie.
Con riferimento alle varie iniziative previste e finanziate con il Programma Leader II dell’Alto Salento, 141 sono risultate le proposte progettuali pervenute al GAL, di cui 94 sono state finanziate.
Si tratta di interventi destinati in primo luogo a migliorare le condizioni di vita della popolazione rurale, a favorire la riappropriazione delle tradizioni e della cultura rurale, a qualificare e completare l’offerta turistica e agroalimentare dell’area.
In particolare gli interventi finanziati hanno riguardato: l’adeguamento di locali per piccola ospitalità rurale, la realizzazione di centri servizi per la popolazione delle contrade più isolate dal centro abitato, l’acquisto di accessori ed attrezzature per l’erogazione di servizi di animazione ed accompagnamento ai visitatori, l’adeguamento di laboratori e punti vendita/degustazione in aziende agricole e masserie che trasformano i propri prodotti.
E’ stata finanziata, inoltre la realizzazione, a cura di beneficiari privati, dei “nodi del circuito”, si tratta di centri di promozione delle opportunità offerte in ambito rurale. In queste strutture possno prenotare posti letto, acquistare prodotti agricoli, noleggiare bici o prenotare qualsiasi altro servizio offerto da associazioni culturali e cooperative finanziate dal GAL.
La vera sorpresa del Programma LEADER IIè risultata la forte volontà degli operatori privati ad investire nel settore ambientale, attraverso la valorizzazione delle aree naturalistiche con la predisposizione di sentieri, percorsi salute, capanni di osservazione e quant’altro utile per consentire una corretta e piacevole fruizione delle stesse.
Attraverso il Piano di Azione Locale, le Amministrazioni Comunali ricadenti nell’area, hanno investito in interventi legati al recupero delle tradizioni culturali e delle emergenze naturalistiche, ad esempio il Comune di Ceglie M.ca ha realizzato un museo della civiltà contadina in un’ala del Castello, insieme alla città di San Vito dei Normanni che ha allestito il Convento dei Domenicani. Altri Comuni hanno operato nella riqualificazione ambientale di aree naturalistiche fortemente degradate (Carovigno, San Vito dei N.nni, San Michele S.no ed Ostuni).
Ad esemplificare il modello di sviluppo che il GAL ha inteso promuovere e realizzare nel proprio comprensorio, c’è il recupero e la valorizzazione del sito archeologico di Santa Maria d’Agnano in agro di Ostuni, dove si sono sperimentate nuove forme di concertazione tra l’intervento pubblico e privato. L’Ente locale dopo l’acquisizione dell’area, ha reso la stessa fruibile per i visitatori attraverso la ricollocazione del calco di Delia (la donna del paleolitico con il suo feto) nella grotta dove fu scoperta, la realizzazione di passerelle in legno che consentono di raggiungere agevolmente il ritrovamento, l’allestimento di pannelli didattici che illustrano le specie vegetali ed animali tipiche della zona e le abitudini di vita che hanno contraddistinto l’organizzazione societaria nel periodo di riferimento.
Ma il progetto Comunale sarebbe risultato incompleto se, in prossimità del sito, non fossero intervenuti gli imprenditori agricoli proprietari delle masserie limitrofe che hanno allestito punti di promozione dei prodotti aziendali. Gli stessi hanno riattato i sentieri e le mulattiere che attraversano il costone murgiano su cui ricade la grotta, per congiungere il santuario di Santa Maria di Agnano con i santuari di Sant’Oronzo e San Biagio, posti sulla scarpata, in un suggestivo itinerario rupestre.
Altro elemento essenziale a supporto di questo Piano di sviluppo, sono stati una serie di studi e ricerche sulle potenzialità del territorio sotto l’aspetto naturalistico, storico-architettonico ed economico-produttivo, la definizione di Piani di Qualità sul turismo rurale, di disciplinari di produzione sui prodotti agricoli di nicchia, fino alla definizione di piani di promozione e commercializzazione, elemento propulsivo dei tanti interventi realizzati dagli operatori privati.
In questo modo si sono poste le basi per uno sviluppo socio-economico la cui durata va ben oltre quella stabilita dall’attuazione del Programma LEADER II.
Oltre ad attuare il Piano di Azione del Programma LEADER II, il GAL Alto Salento ha costituito un partenariato tra vari GAL europei al fine di promuovere le produzioni agricole ed i territori rurali locali con progetti di cooperazione trasnazionale per la costituzione di una “Strada europea dei prodotti tipici di qualità” ed un “Circuito europeo del turismo rurale”. Il GAL Alto Salento è stato anche promotore un progetto MURST di Alta Formazione per la realizzazione di un corso di specializzazione nel restauro dei beni architettonici rivolto a 6 esperti.
Ma il Piano di Azione dell’Alto Salento non è stato concepito e realizzato solo per i beneficiari dei finanziamenti, o per le cinque Amministrazioni Comunali del Consorzio. Tale Programma è stato di tutti perché, direttamente o indirettamente, ha coinvolto gran parte della popolazione e le istituzioni del territorio.
I numerosi interventi realizzati con il LEADER II hanno introdotto, infatti, in questo territorio un’ampia gamma di elementi innovativi.
La vera innovazione è stata l’introduzione ed il consolidamento di rapporti di rete tra operatori, elemento essenziale per lo scambio di competenze e per utilizzare al meglio il sapere locale in un territorio troppo spesso abituato a un certo tipo di individualismo e non sempre capace di cooperare su progetti comuni.
Alla luce dei primi risultati ottenuti sul territorio dell’Alto Salento, il progetto LEADER II ha rappresentato, senza dubbio, un’occasione di crescita civile e sociale, oltre che economica per i territori rurali dell’Alto Salento sottoposti in questi ultimi anni a profondi mutamenti.
Con l’attuazione del Piano di Azione Locale del Programma LEADER II dell’Alto Salento sono stati finanziati 94 progetti corrispondenti a:
Con l’Agenda 21 Locale il Consorzio dei Comuni dell'Alto Salento ha dato avvio ad un processo di “conoscenza-decisione-azione” che rappresenta uno strumento innovativo a supporto delle Pubbliche Amministrazioni. Si tratta di un processo complesso, basato sul principio che la conoscenza sia del territorio, che delle istanze della popolazione locale, fattori fondamentali a supporto delle decisioni per lo sviluppo sostenibile.
La fase di conoscenza del territorio ha preso corpo nella “Relazione sullo Stato dell’Ambiente” (RSA); la conoscenza delle istanze durante il Forum in cui, alla luce della “diagnosi” del territorio emersa con la RSA, e attraverso un processo di mediazione con tutte le parti sociali, sono emerse indicazioni fondamentali sulle azioni prioritarie per lo sviluppo.
In particolare la RSA ha consentito di mettere a fuoco la realtà locale, sino ad oggi nota solo in maniera frammentaria e a pochi addetti ai lavori, fornendo su scala locale quelle informazioni che la Relazione sullo Stato dell’Ambiente del Ministero dell’Ambiente (triennale), o l’Annuario dei dati ambientali dall’ANPA, danno solo su vasta scala (nazionale, regionale, e per alcuni indicatori, provinciale). L’importanza della elaborazione di dati ed informazioni ambientali (sulla base di indicatori), della loro organizzazione in un “sistema conoscitivo” e la loro diffusione alla cittadinanza è universalmente riconosciuta come indispensabile. L’informazione a disposizione delle Amministrazioni locali, infatti, è considerata un’azione propedeutica e strumento di importanza strategica per una corretta pianificazione dello sviluppo sostenibile del territorio; quella fornita alla cittadinanza consente di poter operare contando sul consenso, che deriva dalla comprensione dei processi in corso, e su una maggiore partecipazione della collettività, quando si rende necessario assumere stili di vita più compatibili.
La principale finalità della RSA è stata dunque la raccolta di dati ed informazioni sulle condizioni oggettive e tendenziali del territorio, con particolare riferimento agli aspetti ambientali. A tale scopo si è fatto ricorso, all’utilizzo di indicatori ed indici, e allo sviluppo di un sistema informativo territoriale, per la visualizzazione geografica dei dati riguardanti il territorio. Con particolare riferimento agli indicatori, si è tenuto conto che lo sviluppo del sistema conoscitivo ambientale richiede innanzi tutto di adeguarsi a regole operative e a un linguaggio comune per la produzione di conoscenze, il cui fondamento è rappresentato proprio da quelli che possono essere considerati gli elementi di base della conoscenza: gli indicatori e gli indici. Essi trasferiscono l’informazione in modo chiaro, sintetico ed efficace dal punto di vista comunicativo. L'efficacia comunicativa è fondamentale dato che, il lavoro si rivolge sia al decisore politico che al largo pubblico con l’obiettivo di fornire informazioni utili a supporto di decisioni e di comportamenti partecipativi tesi allo sviluppo sostenibile del territorio. Uno dei valori aggiunti di questo progetto è quello di aver lavorato su un’ottica sovra-comunale quale è appunto il comprensorio dei Comuni Alto Salento.
Nella presente RSA, il documento è stato strutturato in modo da consentire un’immediata lettura delle diverse problematiche affrontate. Per ciascuno dei 9 temi analizzati sono stati presentati:
Questo primo sforzo di raccolta ed organizzazione di dati ha evidenziato che nel caso specifico della nostra realtà locale non sempre è stato possibile ottenere informazioni caratterizzate da rigorosa scientificità e significatività statistica, per cui il prodotto ottenuto ha presentato caratteristiche sia analitiche che descrittive.
Ma queste difficoltà non rappresentano che una chiara informazione, perfettamente in linea con gli obiettivi del lavoro: segnalano cioè la necessità di dover attuare delle azioni finalizzate a rendere disponibili un maggior numero di dati, utili per migliorare il processo di conoscenza e “diagnosi” del territorio; queste azioni vanno dall’attivazione/ampliamento di attività di monitoraggio all’attivazione di processi di valorizzazione e qualificazione delle fonti amministrative, con la collaborazione delle Autorità locali, degli organi di controllo e di tutti i soggetti istituzionali detentori di dati riguardanti il territorio su scala locale ed il suo sviluppo.
D’altra parte la RSA raccoglie già numerosissime informazioni in grado di fornire indicazioni chiare sulle azioni prioritarie da adottare per risolvere punti critici e per mettere in valore elementi di forza del territorio.
Un’ultima riflessione è che la multi-dimensionalità degli aspetti che caratterizzano lo sviluppo sostenibile, rende ampio il panorama dei soggetti da consultare e lungo il processo di ricognizione dei dati disponibili.
Il processo di Agenda 21 Locale dell’Alto Salento ha previsto la costituzione del Forum territoriale per definire un Piano di Azione Ambientale. Tutte le fasi di attuazione del processo sono state condivise dai partecipanti al Forum territoriale. Al Forum partecipano: autorità locali, funzionari delle amministrazioni locali, consulenti, comitati civici, operatori del volontariato, rappresentanze dei disabili o dei gruppi svantaggiati, organizzazioni sindacali, agenzie per la protezione dell’ambiente, università, centri di ricerca pubblici e privati, operatori del mondo rurale (agricoltori, allevatori e silvicoltori), associazioni ambientaliste, proprietari terrieri, imprenditori locali, associazioni degli imprenditori e/o associazioni dei commercianti, società che forniscono servizi ambientali, organismi di controllo ambientale (Corpo Forestale dello Stato, Polizia Ambientale della Provincia).
Sono stati svolti 3 incontri plenari del Forum territoriale, si è costituito il Forum territoriale, ripartendosi in tre Gruppi tematici, sulla base delle competenze e degli interessi dei componenti di ciascun gruppo e della volontà di contribuire a definire le linee guida per uno sviluppo sostenibile del territorio dell’Alto Salento:
I Gruppi tematici hanno contribuito ad individuare i punti di Forza e Debolezza, le Opportunità e le Minacce (analisi SWOT) del territorio dell'Alto Salento, per i temi di propria competenza; hanno visionato i capitoli del Rapporto dello Stato dell'Ambiente in fase di redazione, contribuendo al loro completamento. In sintesi, hanno condiviso tutte le fasi sinora avviate con il processo di Agenda 21 Locale, sottoscrivendo i punti evidenziati con l’analisi SWOT e tutti i capitoli del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente.
Per quanto riguarda gli strumenti di programmazione negoziata attivati sul territorio del GAL “Alto Salento” l’unica iniziativa riguarda il Patto Territoriale per l’agricoltura della Provincia di Brindisi. L’idea obiettivo del Patto Territoriale consiste nel sostegno a progetti riguardanti:
Delle 113 imprese beneficiarie, 35 iniziative imprenditoriali (31% del totale) provengono da ditte con sede in uno dei comuni dell’Alto Salento o da imprese che intendono avviare iniziative nel territorio oggetto dell’iniziativa Leader plus. Per quanto riguarda la distribuzione per comune le iniziative a valere sul Patto Territoriale sono ubicate come di seguito:
Ostuni: 14 iniziativeSono state proposte attività prevalentemente alla coltivazione (in primis olivicoltura da olio ed estrazione di olio di oliva); si segnalano, tra gli altr1, 9 progetti riguardano il settore dell’agriturismo e del turismo rurale.